Guida Turistica

Itinerario n.3: Il Gargano storico momumentale

Montesacro

Da Manfredonia, andando verso Foggia attraverso la S.S. 89, al bivio oltre Siponto si imbocca la S.S. 159 per le saline, quindi si giunge a Zapponeta superata la quale, al Km 33, ad un incrocio imbocchiamo la Statale 544 per Trinitapoli che si raggiunge dopo altri 10 chilometri. Alle porte della città, in località Madonna di Loreto, è visitabile il Parco Archeologico degli Ipogei. Tali ipogei, risalenti alla media Età del Bronzo (XVIII - metà del XIV secolo a. C.), come l'altro scavato a S. Ferdinando di Puglia, avevano avuto in un primo tempo funzione di tempio e vi si svolgevano riti propiziatori connessi alla caccia ed alla fertilità del raccolto mentre in un secondo tempo sono stati riutilizzati a scopo funerario.

Corredi funerari ed altri oggetti ritrovati negli ipogei (in particolare due preziose statuette zoomorfe in avorio) sono esposti assieme ad altri reperti provenienti dalla vicina Salapia nel Museo Civico Archeologico di Trinitapoli.

Il nostro itinerario prosegue a Manfredonia, nel Museo Archeologico Nazionale sito nel Castello Svevo-Angioino, dove, attraverso le sezioni in cui è articolato il percorso di visita, è possibile ricostruire le modalità di abitazione del territorio a partire dal Neolitico (con reperti provenienti dai villaggi di Monte Aquilone, Masseria Candelaro, Coppa Nevigata) alla successiva Età del Bronzo (ancora Coppa Navigata), per giungere all'Età del Ferro, con la collezione delle Stele Daunie (Masserie Cupola e Beccarini, Monte Saraceno) ed al periodo romano con reperti epigrafici e lapidei esposti nel lapidario (provenienti da Siponto).

Poi ci spostiamo a Siponto per visitare il Parco Archeologico: nel Centrovisita si può visionare un filmato ed un cd-rom riguardante l'antica colonia romana di Sipontum, visitabile tramite un percorso apposito che conduce agli ipogei paleocristiani, alle mura, ai resti della basilica tardo antica, sino alla Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto.

Il nostro itinerario prosegue verso Mattinata lungo la S.S. 89; prima di giungere alla galleria imboccare sulla sinistra la strada panoramica (che consente di ammirare le distese di uliveti digradanti sul mare) e dopo pochi chilometri si giunge al Bivio La Cavola; qui lasciate le auto, tramite un sentiero brecciato in salita si arriva in un'ora alla necropoli di Monte Saraceno, frequentata dalla Età finale del Bronzo sino a tutta la seconda Età del Ferro con circa 400 tombe daunie scavate nel banco calcareo. Secondo una leggenda da questo strapiombo di 250 metri si sarebbe precipitato Ettore Fieramosca a causa dell'amore non corrisposto per Ginevra. Reperti provenienti da questo importante sito assieme alle orme di dinosauro ritrovate sul porto si possono ammirare nel Museo Civico di Mattinata.

Sempre a Mattinata sul porto (località Agnuli) è visibile la villa romana risalente al I sec. a. C. con ambienti per la lavorazione e la conservazione delle olive e dell'uva (i dolia ed una mola olearia); la villa fu ristrutturata nei successivi III e IV secolo d. C. ed oltre alla parte produttiva conserva una parte residenziale ancora da scavare.

Per la strada di Monte SacroSempre da Mattinata si segue la Statale 89 in direzione di Vieste; al chilometro 142 imboccare la deviazione in salita sulla sinistra per Monte Sacro e, dopo 5 km, si giunge ai piedi di Monte Sacro. Qui lasciate le auto, si intraprende la salita attraverso la fitta lecceta che conduce sino a quota 872 metri ai ruderi dell'Abbazia benedettina della Santissima Trinità di Monte Sacro (tempo richiesto: 2 ore) risalente al X secolo e sorto su un precedente tempio pagano dedicato a Giove Dodoneo; al fascino delle rovine si aggiunge la suggestività del paesaggio circostante, dominato sullo sfondo dalla piana degli ulivi di Mattinata.

Da Mattinata ci spostiamo sulla litoranea dove, a 7 km da Vieste, in direzione Peschici, accanto al complesso turistico Gabbiano Beach sorge la Necropoli paleocristiana "La Salata" (V - VI sec. d. C.). Questa è costituita da diversi ipogei scavati nella roccia con diverse modalità di sepoltura: fosse terragne, parietali, a baldacchino, ad arcosolio; la zona, molto ricca di sorgenti, è importante anche dal punto di vista naturalistico, tanto da diventare Oasi WWF.

A 6 chilometri da Vieste sul luogo ove ora c'è la chiesa di Santa Maria di Merino sono stati ritrovati i resti di una villa romana risalente al I secolo a. C. Sempre tra Vieste e Peschici, sulla costa troviamo il Grottone di Manaccore, frequentato nel Neolitico e nella successiva Età del Bronzo. Nel grottone, tuttora oggetto di scavi archeologici, era insediata una comunità dedita alla tessitura ed alla lavorazione dei metalli come comprovato dal ritrovamento di pesetti da telaio e da forme di fusione e lame bronzee. Dal grottone, attraverso un sentiero si risale il costone e si giunge alla necropoli situata in vetta, da dove la vista spazia su tutta la costa; nella stessa insenatura c'è un antico trabucco che aggiunge ulteriore fascino al sito.

Da qui continuiamo sulla costa verso San Menaio, Rodi Garganico e, poco più avanti, sulla riva orientale del Lago di Varano troviamo la Chiesa della SS. Annunziata che custodisce il Crocifisso di Varano, statua lignea policroma risalente al XIV secolo, che gli abitanti di Ischitella portano in processione ogni anno a partire dal 23 aprile 1717, data in cui per sua intercessione un'abbondante pioggia mise fine ad una prolungata siccità.

Proseguendo, poi, verso Cagnano Varano si fa il giro del Lago e passato il villaggio di S. Nicola Varano si giunge al Lido di Capoiale, circa 100 m dopo il ponte sulla foce seguire l'indicazione per Monte Delio e da qui s'imbocca la stradina che conduce, dopo 4 - 5 km, su Monte Delio (mt. 260), altura che domina i due laghi costieri di Lesina e Varano. Qui sorgeva nel Medio Evo la città di Devia, nata come colonia slava e di cui si conservano resti di abitazioni e di fortificazioni bizantine realizzate nell'XI secolo. Suggestiva la Chiesa di Santa Maria a tre absidi, che conserva al suo interno uno splendido ciclo di affreschi risalenti al XII - XIII secolo.

Da Monte Delio si giunge a Sannicandro Garganico e da qui s'imbocca la S.S. 272 per San Marco in Lamis e dopo 10 Km una deviazione conduce alle rovine di Castel Pagano, avamposto fortificato medievale sorto a protezione del versante occidentale del Gargano. Scavi nella Grotta PaglicciDa San Marco in Lamis una deviazione di otto chilometri conduce a Rignano Garganico nelle cui vicinanze, nel vallone di Settepende, sorge Grotta Paglicci, importantissimo giacimento preistorico ove si conducono periodici scavi da parte dell'Università di Siena.

La frequentazione di tale giacimento abbraccia un periodo estesissimo compreso tra 200.000 ed 11.000 anni fa. Significativi alcuni documenti di arte parietale quali cavalli dipinti in ocra rossa ed uno stanbecco graffito risalente a 22.000 anni fa. Nelle vicinanze c'è il dolmen della Madonna di Cristo e l'omonima chiesetta rupestre. Nel centro storico di Rignano altre documentazioni e reperti provenienti da Paglicci si possono visionare nel Centro Studi Paglicci (per informazioni rivolgersi al Coordinamento Amici di Paglicci). Da Rignano si rientra a Manfredonia attraverso la strada provinciale pedegarganica.