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La Processione di San Prospero Martire - Protettore
Faeto 12 Agosto 2007


Statua di San Prospero Martire Varie sono state le ricerche lungo gli anni sulla vita di San Prospero, ma inutili. Di lui, come afferma S. E. Mons. Tommaso Passero nella "Lettera al popolo di Faeto" (anno 1870), sappiamo solo che è stato un Martire, e ciò basta per venerarlo.
Molti, osservando la Statua del Santo nella Chiesa - Madre di Faeto intitolata al SS. Salvatore, si chiedono: se non sappiamo nulla di lui, perchè è stato raffigurato come un soldato?
San Prospero è stato un Cristiano Testimone di Cristo in un tempo in cui, nei primi secoli dell'era cristiana, si veniva uccisi solo perchè cristiani.
Egli dunque è stato un soldato di Cristo, ha lottato perchè la Fede nel Salvatore si diffondesse. Non sapendo nulla della sua vita, sapientemente lo scultore lo ha immaginato come un soldato che, dopo la battaglia contro le forze del male, si riposa dalle fatiche; ormai nella gloria degli angeli e dei santi (ecco perchè c'è una palma e un angelo, riceve la palma della vittoria da Dio in Paradiso.
Gli altri simboli incastonati cosa significano?
Gli altri simboli, Corazza - Spada - Elmo - Calzatura, sono tutti presi dalla Sacra Scrittura, la Bibbia. Infatti:
in Efesini 6, 14 - 16 Paolo Apostolo parlando ai cristiani di Efeso sul "Combattimento spirituale contro le forze del Maligno", afferma:
"Per resistere alle insidie del diavolo, siate rivestiti dalla Corazza della Giustizia;
(...) come Calzatura lo zelo per propagare il Vangelo. Prendete l'Elmo della Salvezza e la Spada, cioè la PAROLA DI DIO.

Le Sante Reliquie di San Prospero

Le reliquie di San ProsperoNotizie riguardanti il suo Corpo:
- fu estratto nel 1676 dal cimitero di Ciriaca ed autenticato dal Vescovo Eusanio, Prefetto del Sacrario Apostolico;
- Mons. Passero, Vescovo di Troja nel 1870 recatosi a Roma per il Concilio ricevette le Sante Reliquie dal Monastero dei SS. Sisto e Domenico e le donò a Faeto;
- Mons. Farina fece costruire un'urna migliore nel 1948;
- il 15 maggio 1949 la nuova urna fu sigillata da Mons. Farina e riconsegnata, sulla soglia della Cattedrale di Troja, al popolo esultante di Faeto.

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