LEONARDO BOTTALICO E IL "CLUB NUOTO MANFREDONIA"
di Teresa La Scala

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Leonardo BottalicoLeonardo Bottalico fa il meccanico, ha l'officina alla fine di via della Croce: mi accoglie tra bulloni, pneumatici, cric e la puzza di benzina, e mi racconta della sua passione più grande, nuotare.

"Il nuoto mi è sempre piaciuto, dev'essere una cosa di famiglia perché anche mio padre e mio fratello maggiore sono stati dei grandi nuotatori. Io e i miei amici andavamo a nuotare al molo di ponente: dalla spiaggia fino al faro rosso c'erano dei blocchi di cemento numerati dall'1 al 22. Noi nuotavamo fino al blocco 16, perché avevamo paura del numero 17, portava scalogna; nessuno superava mai il 16, i blocchi dall'uno al 16 erano tutti puliti, dal 17 in poi erano pieni di ricci e cozze pelose!

Era l'estate del 1962, l'epoca del "Campanile Sera"; io avevo dodici anni, e mio padre decise di iscrivermi a una gara che si teneva nello specchio di mare davanti alla 'Conchiglia'. Per farmi allenare, il pomeriggio prima della gara mio padre mi portò al molo di ponente e mi disse di nuotare dal primo blocco fino al faro: dovevo passare davanti al numero 17! Ci fu poco da fare, mio padre si impuntò e io dovetti ubbidire: misi la testa sotto, nuotai col mio solito ritmo fino al blocco 16, poi cominciai a sbattere i piedi più in fretta che potevo, e chiusi gli occhi per la paura. Quando li riaprii ero già al faro, ed ero ancora vivo! Da allora non ho più avuto paura del blocco17".


Leonardo partecipa così alla sua prima gara ufficiale, e si classifica terzo assoluto; lo contatta Lillo Vincenzo, geometra dell'aeronautica Militare alla ricerca di bravi nuotatori, e lo inserisce nel suo manipolo di ragazzi promettenti. Con questo gruppo Leonardo partecipa ogni anno alle gare provinciali che si tengono a Gallipoli, Brindisi, Taranto.

Nel 1965 il gruppo di Lillo Vincenzo partecipa alle finali tra i migliori della regione per andare a Roma, alle gare nazionali: i ragazzi si allenano in piscina a Taranto, fanno il miglior tempo ma poi, a causa dei soliti favoritismi, rimangono a casa. Mentre racconta di questo episodio Leonardo non è affatto amareggiato, o rancoroso, al contrario: infondo a lui importava solo di nuotare!

"Un'altra volta mi vennero a prendere con una Ford Anglia e mi portarono alla piscina "Scandozzi Fuori Grotta", vicino Napoli: era la piscina dove si allenava la squadra di pallanuoto 'Settebello', e si sperava che qualche dirigente mi notasse. Così mi dissero – Tu nuota, nuota. E io ho nuotato, mi sono fatto 40 vasche, sotto e sopra la piscina, ma quella volta non venne nessuno. Al ritorno, sul treno, mi sono fatto tutto il tratto Napoli-Foggia in piedi: mi facevano male i muscoli del sedere!".

Le occasioni per nuotare, però, non mancavano: "Facevamo le gare tra i rioni di Manfredonia: c'era molto agonismo e ogni estate facevamo le sfide tra Monticchio, il Centrale, la Croce… Andavamo da un molo all'altro, e per noi ragazzi era già un'impresa: venivamo allevati tra paure e superstizioni, perciò nuotavamo con il terrore delle correnti, dei risucchi e, soprattutto, dei 'pennïne', quelle alghe lunghe e sottili che si attorcigliavano alle gambe e alle braccia e pungevano assai…". Tra una bracciata e l'altra Leonardo cresce, mette su casa: ora deve mantenere una famiglia, e diventa meccanico. Ma non abbandona la sua passione per il nuoto, che continua a coltivare insieme al solito gruppo di amici finché, nel 1983, arriva l'idea della "Gran Nuotata del Golfo". Grazie ad un'associazione sportiva di quel periodo la cosa si fa: la gara comporta un percorso per mare di 1 km, dagli scogli sotto al faro fino al trampolino dell'Acqua di Cristo. La prima edizione della "Gran Nuotata del Golfo" riscuote consensi non solo a Manfredonia, ma anche fuori: i partecipanti sono circa venticinque, tra Manfredoniani e frustìre, ma anno dopo anno le adesioni aumentano, arrivano nuotatori da Roma, Civitavecchia, Milano, Torino. Per molti Manfredoniani che risiedono fuori la "Gran Nuotata del Golfo" diventa un'occasione in più per tornare a visitare il proprio paese. Le edizioni si susseguono per dieci anni, quando l'associazione di supporto non ne vuole più sapere: la"Gran Nuotata del Golfo" deve finire così.

Ma Leonardo e i suoi amici non si danno per vinti: con grande tenacia si mettono alla ricerca di un'altra associazione sportiva, che supporti la manifestazione: la trovano e, tra grandi difficoltà, vanno avanti per altri due anni; ma non sono pienamente soddisfatti della gestione, così, alla fine decidono di fare da soli: "Ci siamo afforticati le maniche e, nel 1995, abbiamo costituito il "Club Nuoto Manfredonia". Da quell'anno la "Gran Nuotata del Golfo" è diventata di 2,250 km, perché ci siamo accorti che farla di 1 km creava delle difficoltà: infatti si cominciava da una parte - la spiaggia libera sotto al faro - e si finiva da un'altra - l'Acqua di Cristo -, e il ritorno ce lo dovevamo fare a piedi: tanto valeva che tornavamo a nuoto!".

A questi anni risale anche l'invenzione del logo del Club, i tre delfini: "Una mattina ci stavamo allenando, l'ingegner Antonio Segreto, Aronne Del Vecchio e io: il mare era molto agitato per il ponente-maestrale, e le onde ci arrivavano in faccia. Per evitarle tenevamo la testa alzata: assemegghiàmm a trè taliföni!".

Ma la passione per il nuoto non si sazia: "Dopo la "Gran Nuotata del Golfo" avevamo ancora voglia di nuotare, e così abbiamo inventato le gare "Nuota con noi", il "Trofeo Topolino" per i bambini, e l'ultimo arrivato, il "Palio dei Lidi", che l'anno scorso ha riscosso molto successo. Siamo riusciti a fare tutto ciò grazie soltanto al nostro impegno e all'aiuto di numerosissimi amici e simpatizzanti, che ci sostengono anche dal punto di vista economico: Mimmo Universi, Luigi Vitulano, Lorenzo Croce, Vincenzo Salvemini e tanti, tanti altri. Grazie".

Ma la storia non è ancora finita: nel 2001 la passione per il nuoto spinge Leonardo Bottalico a partecipare al "2o Miglio delle Scogliere", una gara che rientra nel Campionato di Nuoto nazionale e che si svolge a Sorrento: "Dopo la "Gran Nuotata del Golfo" avevo ancora desiderio di nuotare: su Internet trovai che c'era questa gara e, un po' per scherzo, ho deciso di andarci".

Questo scherzo vale a Leonardo il primo posto di categoria, e di conseguenza viene iscritto al "Trittico Natatorio di Santerenzio", in Liguria: è un'altra gara del circuito nazionale, e Leonardo si classifica di nuovo al primo posto di categoria. A questo punto è 'costretto' a presentarsi alle finali a Senigallia: si iscrive allo stile libero, dove si classifica primo, e allo stile rana, dove si piazza secondo. Così, grazie a Leonardo Bottalico e al "Club Nuoto", quest'anno Manfredonia rientra nel Circuito Nazionale in acque libere –Nuoto fondo e mezzofondo-, con la Combinata di 3 km: le gare in totale sono 15, le trasferte certo costano, ma noi speriamo in un "mare" di appoggi e di consensi.

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