
“Un monumento per la città di Manfredonia che proietta nel futuro il segno del suo fondatore”. E’ il concetto di fondo, la motivazione ideale che permea il progetto del monumento a re Manfredi concepito da Antonio Pio Saracino, garganico di San Marco in Lamis che vive ed opera a New York, per colmare una lacuna sempre più avvertita tra i manfredoniani, quella di vedere un monumento che celebri la genialità e l’intraprendenza di Manfredi.
L’architetto Saracino l’ha presentato nel corso della serata di gala del Premio internazionale di cultura “Re Manfredi” del quale lo stesso Saracino è stato insignito. Un progetto che si stacca dalle concezioni stereotipate dell’Ottocento, per librarsi poderoso e ardito nelle linee, forte di significati che ben sintetizzano il pensiero e gli intendimenti del sovrano svevo che vedeva la nuova città protesa verso prospettive geografiche e politiche di grande respiro. La storia ha purtroppo deciso diversamente ma rimane intenso e vivo il messaggio lasciato da Manfredi ai suoi eredi e che ritroviamo riperso nel monumento.
“Manfredi – annota Saracino - ha lascito profonda eco della sua grande umanità e modernità: a lui interessava il benessere, la cultura e la pace della sua comunità. Fonda la sua città candidandola a capitale di Apulia. Una città con una storia così vivace e dinamica merita – afferma - un monumento che non solo rievochi il suo ideatore, ma che esprima una architettura maestosa in cui il benessere e la cultura dei cittadini possono continuare ad evolversi verso il futuro. Un’opra d’arte moderna che diventa attrattore di turismo”.
Considerazioni che trovano riscontro nel progetto di Antonio Pio Saracino, un architetto dall’estro d’avanguardia. Nonostante la sua giovane età è autore di prestigiose e impegnative opere disseminate in tutto il mondo: Roma, New York, Bruxelles, Mosca, Cordoba, Sydney. Ha lavorato con Massimiliano Fuksas al progetto del Palazzo dei congressi di Roma, e Steve Blatz sviluppando le tecniche di progettualità concettuali. Il progetto della residenza a forma di germoglio ha ricevuto l’American Architecture Award. I suoi progetti sono presenti sulle riviste d’arte e design di tutto il mondo. Nel 2007 è stato nominato tra i 25 più interessanti trend setters dalla rivista di New York Artnews magazine. Suoi sono anche i disegni dei trofei 2010 per la Formula Uno e per il Mondiale Moto GP.
Il monumento lo ha ambientato sul Piazzale Ferri, che si apre dirimpetto al Castello di Manfredi. Un monumento non fine a se stesso ma aperto all’uso pubblico a mo’ di piazza. “Il progetto si articola – illustra Saracino - sulla figura dello stemma araldico svevo dell'aquila. La sagoma dello stemma si irraggia nello spazio trasformandosi in tanti bracci sopraelevati che come ali fluttuano nella piazza, dove i cittadini possono sostare, sedersi e raccogliersi. Un monumento immerso tra la gente, concepito per la collettività, un belvedere sul castello e sul mare, un punto di raccoglimento dei cittadini per performance artistiche ed eventi culturali”.
Una piazza monumento unica al mondo nel suo stile, segno del rinnovamento di una città che guarda al futuro.