Dove ti trovi: La storia di Manfredonia attraverso fotografie d'epoca > Foto n.25

Manfredonia, anni 50. Siponto Grotticola, così chiamata dal noto archeologo Silvio Ferri, scopritore delle stele daune. Si tratta di un complesso di grotte tufare, in parte naturali e in parte scavate nei banchi tufacei. Le grotte erano abitazioni dell'uomo dell'età del bronzo e del ferro. La Siponto grotticola era formata da un piccolo ripiano, dotato di sorgenti di acqua dolce e circondato e difeso dalla laguna e abitato probabilmente fino al 1000 a.C. Man mano andarono trasformandosi intorno al V - VI sec. a.C. in agglomerato urbano, preferito perchè roccioso, alle plaghe malsane e insabbiate della laguna. Queste grotte si trovano nella masseria di Capparelli e sono dette "Ipogei". Gli ipogei Capparelli sono 8. Due sorgenti di acqua dolce, ancor oggi attive, di Capparelli e di Manzini rendevano molto agevole la vita dei Sipontini. Successivamente gli insediamenti grotticoli si trasformarono in necropoli preromane, romane e paleocristiane (IV - V secolo d.C). Data le dimensioni dei loculi i cadaveri venivano sepolti in posizione rannicchiata. Qualche ipogeo si presenta ancora intatto. E' ormai certo che il sito era già abitato in età preistorica, come attestano gli scavi effettuati nel 1965, che hanno messo in luce all'esterno delle mura di cinta, verso la parte bassa della città sul lato orientale, il taglio di roccia riferibile a un villaggio preistorico. Nell'ottobre del 1953 è stata trovato una lucerna in un ipogeo paleocristiano di Siponto. La lucerna è decorata con cantelabro a 7 bracci e una croce. In tutta la fascia rocciosa di Siponto non mancano tombe subdiali, scavate nel tufo cozzoso. Tombe subdiali (V - VI sec. d. C) sono tutt'ora presenti molto vicino all'ipogeo di Scoppa, che costeggia il cosidetto canale delle Brecce più propriamente "canale delle acque alte". Di questo ipogeo si può ammirare ancora per poco un tratto di mosaico (vicino alla strada del boschetto). Un'altro ipogeo paleocristiano è proprio nel boschetto, protetto da una capanna. La Chiesa di S. Maria Regina di Siponto è stata costruita proprio su 2 ipogei. Si può pensare che i cristiani sipontini abbiano utilizzato l'area sepolcrale pagana preesistente per ampliare l'antica necropoli di Capparelli. Infatti agli 8 ipogei di Capparelli s'aggiungono 2 di Siponto (Scoppa) 2 di S. Maria Regina e quello di Minonno (masseria Garzia) situato a 300 m. ad ovest dell'anfiteatro di Siponto. I 2 ipogei di Scoppa vennero protetti dal Consorzio di Bonifica nel 1937. La lunghezza degli ipogei varia da un minimo di m. 3,6 ad un massimo di 24 m. Molti sarcofagi vengono usati come abbeveratoi (3 al pozzo Capparelli) e altri all'ipogeo di Minonno. Gli ipogei sono quasi inaccessibili. L'ipogeo di Minonno, nell'attuale area di proprietà del "Crisalys", ex masseria Garzia, c'è da ammirare all'interno dello stesso ipogeo una magnifica sorgente. Gli ingressi degli ipogei paleocristiani e preromani, detti "dromos" si presentano a forma di utero capovolto. Attualmente, fanno bella mostra nel Museo Nazionale Statale del Gargano in Manfredonia i reperti dell'età del bronzo rinvenuti negli ipogei di Trinitapoli e San Ferdinando, famosissimi per la disposizione delle parti nobili del corpo umano collocate in superficie rispetto alle altre.