Dove Ti trovi: Cultura » Lessico marinaresco

Lessico marinaresco

pescatore

La lingua di una comunità riflette sempre le condizioni, gli stati d’animo, la laboriosità dei mestieri. Quanto più un’attività è importante per un popolo, tanto più la sua terminologia penetra nell’uso linguistico. E così, nel linguaggio quotidiano, la parlata di Manfredonia si tinge di colorazioni e di peculiarità, soprattutto lessicali, proprie dei marinai.

akkumacchiè; o arrepezzè: rammagliare, rammendare le reti.

armatùre: armatura formata da sugheri e piombi legati alle corde delle reti da pesca.

assalepè, ssalepè: tirare le reti a bordo. C’ann assalepète i rite: ci hanno rubato il pescato.

bbùssele: sorteggio, effettuato al momento dell’assegnazione degli anditi di mare per la pesca delle seppie. È una tradizione di origine antica.

cecenìlle: novellame, bianchetto, costituito da piccoli pesci (alici, sarde, ecc.)che vivono per lo più su fondali fangosi.

cegghiète de mère: maltempo di mare caratterizzato da una breve e ridotta manifestazione temporalesca.

cekèle: canocchia, pannocchia, cicala di mare, pescata d’inverno, per le sue carni sode, nelle zone fangose e sabbiose per mezzo di reti a strascico.

chiamatòre: chiamatore che passa al mattino presto, di casa in casa per dare la sveglia ai pescatori.

drítte de prùte: dritto di prua, grosso elemento verticale che chiude lo scafo delle imbarcazioni all’estremità anteriore.

fèle: inchiostro, fiele delle seppie e dei polipi usato per condire i troccoli.

favùgne: vento di ponente, favonio.

fòre: largo, alto mare.

grekalète: mareggiata col vento grecale.

grùme: gromma sostanza che copre le squame dei pesci e li rende impermeabili.

iadekère: venditore di pesce.

ií sòtte: abbonacciarsi, ridursi di intensità, riferito al mare che torna calmo dopo il cattivo tempo.

iustrèle: ostro vento del sud.

kalè: calare le reti.

kalafatère: calafato.

kalmaròla: polpara, a forma di pera, dotata di più amikarècchie: (t.sc. Pecten Opercularis) pettine opercolare.

kòzzela nèreie: (t.sc. Mytilus Galloprovincialis), mitilo comune, muscolo che vive attaccato agli scogli e ai corpi sommersi a poca profondità.

lambère: lampara, riferito alla barca che utilizza delle lampade per la pesca del pesce azzurro.

makkagnamòrte: bonaccia di mare.

mmère e vvínde: andare col mare in tempesta, controvento.

muntagnèle: forte vento di tramontana.

pèska a ciangiòle: pesca della lampara.

rèmele: remi.

repízze: rattoppo delle reti.

rete ammazzarète: rete da posta rinforzata con grossi pesi che non permettono alle correnti marine il loro spostamento.

sbarròne: (t.sc. Diplodus Annularis) sparo, sparaglione.

sci a kkòppe: espressione usata per indicare la seconda pescata della stessa giornata, nella pesca delle seppie.

secciaiòle: vento che favorisce la pesca delle seppie.

skumacchiè: sostituire le reti vecchie con le nuove.

taratòffe: (t.sc. Microcosmus Sulcatus) uovo di mare.

ùrte i vrícce: Orto delle brecce, toponimo nei pressi di Siponto.

vràzze: pinne del pesce.

vulandìne: rete volante usata per i cecenìlle.

zanghètte: (t.sc. Arnoglossus Grohmann) suacia fosca, piccole sogliole.