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Abbazia di San Leonardo di Siponto

Riassunto della relazione di Kristjan TOOMASPOEG
L’economia dei Teutonici in Italia.

L’intervento tratterà l’argomento dell’amministrazione del patrimonio dei Teutonici in Sicilia, Puglia, Lazio, Emilia Romagna, Friuli e Veneto dal XII al XV secolo.

Dapprima si presenterà l’evoluzione storica dell’economia dell’Ordine in Italia in tre diverse epoche cronologiche, ovvero quella della difesa della Terra Santa (1191-1309), quella dell’autonomia dei possedimenti italiani (1310-1367) e quella della successiva ripresa del controllo su di essi.

In seguito si procederà allo studio dei metodi di gestione praticati, destinati a risolvere la contraddizione fra le notevoli dimensioni del patrimonio teutonico e il numero assai ridotto del personale dell’Ordine. Si studieranno quattro esempi principali: la gestione indiretta tramite l’enfiteusi, praticata in tutte le province teutoniche, l’amministrazione diretta delle grandi commende pugliesi (San Leonardo di Siponto e Corneto - Torre Alemanna), la gestione semidiretta dei feudi siciliani dei Teutonici e la gestione dei mulini ad acqua e dei terreni agricoli nel Veneto. Grazie all’efficacia della sua gestione economica, l’Ordine Teutonico percepiva nel XV secolo in Italia un reddito annuo che andava dai 4.000 agli 11.000 fiorini.

Infine si analizzeranno le fonti scritte esistenti sul pensiero economico dei Teutonici, dalle quali si deduce che la gestione economica spettava ai commendatori delle province che nel prendere le loro decisioni si ispirarono dal contesto locale.

In conclusione si tenterà di dare risposta a due domande: la prima, quale era l’influenza esercitata dai Teutonici sullo sviluppo economico della Penisola Italiana e la seconda, se in Italia esisteva o meno un’economia specificamente "teutonica". A mio avviso, l’Ordine Teutonico fece parte delle forze propulsive dell’economia del Mezzogiorno italiano e del Veneto, influendo con la sua presenza fisica e con il suo spirito d’iniziativa sul processo di trasformazione di queste regioni. Nello stesso tempo, non dobbiamo cercare nelle strategie economiche dei Teutonici degli elementi "inventati" o "importati" da loro nella Penisola. A contrario, fu applicando e adattando alle proprie necessità i metodi di gestione già in uso e sapendo scegliere per le loro attività i settori forti e promettenti che i Teutonici contribuirono allo sviluppo economico delle regioni italiane.