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Abbazia di San Leonardo di Siponto

Riassunto della relazione di Hubert HOUBEN
San Leonardo di Siponto e l’Ordine Teutonico in Puglia.

Nell’età di Federico II l’ordine religioso-militare dei Teutonici costituì un proprio baliato di Puglia, il cui commendatore regionale (Landkomtur) risiedette dapprima nella domus teutonica di Brindisi e poi (al più tardi dal 1239) in quella di Barletta. San Leonardo di Siponto diventò domus teutonica soltanto nel 1260 quando Alessandro IV ne decretò l’assegnazione all’Ordine Teutonico. Dalle parole del relativo documento sembrerebbe che ciò sarebbe avvenuto su richiesta dei canonici che non videro altro rimedio per risollevarne le sorti compromesse da una grave crisi economica. Sembra però probabile che fossero stati i Teutonici a sollecitare i canonici che ricompensarono attraverso l’assegnazione di rendite. Dei sette canonici ivi residenti nel 1260, cinque lasciarono Siponto per andare in una delle chiese dipendenti delle quali ottennero le rendite; di uno non sappiamo nulla; un altro fu invece accolto nell’Ordine Teutonico e rimase quindi a San Leonardo di Siponto. Il numero dei Teutonici ivi insediatisi era di cinque, ma subì in seguito oscillazioni tra un minimo di tre ad un massimo di sette.

I Teutonici risollevarono le sorti economiche di San Leonardo di Siponto. A partire dagli anni Ottanta del secolo XIII sono attestate numerose donazioni e oblazioni di laici, di cui molti di Manfredonia. Attraverso la cosiddetta "oblazione laici" offrivano se stessi e i loro beni ad una istituzione ecclesiastica conservandone l’usufrutto vita natural durante, eventualmente anche per i loro figli. Dopo la morte degli oblati (ed eventualmente dei loro figli, se ce ne erano) questi beni rimanevano all’istituzione ecclesiastica che garantiva in compenso agli oblati la sua protezione ed una assistenza materiale e spirituale. Oblazioni di questo tipo avevano notevolmente contribuito alla fortuna di San Leonardo di Siponto nel suo periodo canonicale e avrebbero continuato a farlo anche nella sua fase teutonica.

Con il disimpegno dell’Ordine Teutonico dall’Oriente - il gran maestro risiedette sin dal 1309 a Marienburg in Prussia (oggi Malbork, Polonia) - perse anche di importanza la domus teutonica di Barletta. Essa, nel 1334 venne ancora considerata il centro del baliato pugliese, ma intorno alla metà del secolo San Leonardo di Siponto, le cui strutture edilizie erano state ampliate nel 1327, diventò la sede del commendatore regionale. Intorno al 1365/1366 il controllo sui baliati dell’Italia meridionale, fino ad allora dipendenti dal gran maestro, passò ai maestri di Germania. E sembra che i tre stemmi nella navata destra di San Leonardo di Siponto risalgano alla visita di un maestro di Germania, cioè di Eberhard di Seinsheim, avvenuta nel 1433.

Un periodo difficile, che colpì anche San Leonardo, fu la guerra civile scoppiata in Puglia dopo la conquista del regno angioino da parte di Alfonso V (1435-1443), quando si affrontarono filoangioini e filoaragonesi. Nel 1439 e negli anni seguenti San Leonardo subì saccheggi da parte di "mercenari e ladri" che si impadronirono del bestiame e delle riserve di grano e di formaggio, di conseguenza i Teutonici depositarono nel 1440/1441 il loro grano in cisterne ubicate all’interno delle mura di Manfredonia. Dopo la fine della guerra civile, a partire dal 1442/14443 San Leonardo ebbe una nuova fase di crescita. Il viaggiatore belga Anselmo Adorno constatò nel 1470 la presenza di sei o sette "domini" (cioè cavalieri) teutonici, ma nel 1474 il baliato teutonico di Puglia fu praticamente sciolto e diventò commenda cardinalizia.