Dove Ti trovi: Home > Cultura > San Leonardo di Siponto > Riassunto della relazione di Giuseppe Marella

Tra l’XI ed il XIII secolo, poche cose hanno influenzato in profondità l’immaginario collettivo e la produzione artistica pugliese quanto i pellegrinaggi. Il fervore devozionale ed il forte anelito verso la Palestina coagulato nella striscia adriatica si riverbera in molti episodi figurativi, che, nel percorso verso il sacro, meta finale geografica e spirituale assieme, accompagnavano il cammino del pellegrino, ne dettavano i tempi di marcia e di sosta, i momenti di preghiera. Alcune iconografie, oggi sparse ed inserite entro microcosmi figurativi conchiusi, come nel caso del portale sipontino, sono ricorrenti lungo le strade di pellegrinaggio a tal punto che, richiamando le coordinate storiche e spirituali entro le quali furono concepiti, fanno riemergere un quadro connettivo più ampio e le originali coerenze. Sui capitelli del portale a Nord di San Leonardo, a ridosso della via peregrinorum verso Monte Sant’Angelo e verso i porti pugliesi a partire da Siponto, troviamo scolpiti i re Magi ed il profeto biblico Balaam. Due figurazioni unite da un forte legame tipologico, essendo il profeta a predire la nascita del futuro Salvatore ed i Magi ad attendere il compimento della profezia. Ma le due iconografie sono in diretto rapporto anche con transito dei pellegrini, in quanto, per i contorni delle loro vicende evangeliche e per la particolare spiritualità che motivava e caratterizzava i viaggiatori per fede medievali, i Magi rappresentarono l’archetipo biblico da prendere a modello e Balaam colui che interveniva a benedirli lungo la strada, come aveva fatto per gli Israeliti in marcia verso la Terra Santa nelle pagine della Bibbia.
Scolpiti nella plastica monumentale dei portali datati tra XII e inizi XIV secolo, ad accogliere i pellegrini da posizioni privilegiate e immediatamente avvertibili, troviamo i Magi a Benevento, a Terlizzi, a Bitonto, a Bitetto, e a Cerrate, nei pressi di Squinzano.
L’iconografia è presente anche in diversi cicli pittorici con storie della Natività, ma è significativo che nel XII secolo la sua presenza possa attestarsi esclusivamente, almeno per quanto ci rimane, sempre lungo la via Traiana ed esattamente nelle chiese rupestri di Santa Cecilia, presso Monopoli, e di San Biagio presso San Vito dei Normanni, ed infine nella chiesa sub divo di San Pietro a Otranto. In Puglia, oltre a Lamavolara, rintracciamo Balaam in altri due episodi garganici coevi, in una vasca lapidea attualmente al Museo Lapidario di Monte Sant’Angelo ma collocata sino al 1971 all’esterno del complesso abbaziale di Santa Maria di Pulsano, sempre lungo Strada peregrinorum, e nella stessa Monte Sant’Angelo, in uno dei capitelli interni del battistero di San Giovanni in Tumba, noto impropriamente come Tomba di Rotari. In tutti gli episodi compare assieme alla sua cavalcatura ed è fronteggiato dall’angelo che ne blocca imperiosamente la via.