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Abbazia di San Leonardo di Siponto

Riassunto della relazione di Antonello D'ARDES
L'Antico ospedale di San Leonardo in Lama Volara tra fondazione, riedificazione e abbandono.

L'intervento sarà centrato sull'analisi dell'edificio che affianca la chiesa di San Leonardo, lo xenodochium o hospitale, le cui funzioni assistenziali o caritative lo accomunano ad altri sorti numerosi sulle vie dei pellegrini medievali.

Eccezionalmente ricco si presenta il quadro documentario dell'edificio, sin dalla sua fondazione, sancita da un minuzioso contratto notarile del 1327, che comprendeva anche altri edifici costituenti un più vasto programma edilizio di ampliamento del complesso monastico.

Generiche testimonianze di occasionali viaggiatori tra XV e XVI secolo, accanto ad una puntigliosa descrizione redatta in occasione di una visita pastorale di fine XVII secolo, e ancor più i resoconti delle spese di ricostruzione dell'edificio, parzialmente crollato a seguito di un terremoto nel 1731, sono tutti gli elementi che è possibile oggi interfacciare con le non meno lusinghiere tracce materiali tuttora presenti in sito. L'attuale cantiere di restauro dell'ex ospedale, curato dalla locale Soprintendenza, nonostante le manomissioni operate dal precedente intervento ricostruttivo del 1950, continua progressivamente a restituire piccoli tasselli di un mosaico più vicino alla soluzione.

La storia dell'hospitale può risultare paradigmatica delle vicende architettoniche dell'intero complesso abbaziale, a noi giunto stratificato in seguito ad interventi di restauro o ricostruzione eterogenei. Dell'edificio verrà esaminato lo stato attuale, per metterlo a confronto con l'assetto originale, caratterizzato da un cammerone longo con 10 letti, e soprattutto, sul prospetto sud, da un loggiato o porticato con un solaio in tavolato di legno e con archi a sesto acuto, simili a quelli coevi e ancora visibili nel chiostro del convento. Una scala, anch'essa perduta, poggiata lungo il prospetto occidentale della chiesa, ove è tuttora leggibile sui conci squadrati il disegno esecutivo di cantiere, conduceva in origine dal cortile grande al primo piano dell'ospedale; mentre, le due bifore tuttora visibili sul lato settentrionale dell'edificio erano originariamente quattro.

Restano, tuttavia, ancora da definire e approfondire quali siano gli elementi caratterizzanti dell'architettura degli ordini religioso-cavallereschi, in particolare se e in quale misura gli interventi di edificazione e ricostruzione avviati dall'Ordine dei Teutonici si inserissero in un quadro complessivo analogo ad altri insediamenti conventuali.