Manfredonia ricorda Giovanni Paolo II
Addio! Papà del Mondo
In lutto la Chiesa Universale


di Matteo di Sabato

Papa Giovanni Paolo II

I Popoli della Terra piangono Giovanni Paolo II "Il Grande", scomparso il 2 aprile scorso alle ore 21,37. La ferale notizia, quasi in tempo reale, raggiunge ogni angolo del Globo facendo cadere nello sconforto più profondo quanti lo amarono, cioè tutti. Anche Manfredonia si è unita al dolore che ha colpito la Chiesa di Roma, Capitale della Cristianità. Molte sono state le attestazioni di affetto che i sipontini, uniti intorno al loro Pastore Mons. Domenico D'Ambrosio, hanno rivolto al Sommo Pontefice che per oltre un quarto di secolo ha governato la Chiesa Universale. E' ancora vivido il ricordo, che la nostra Diocesi conserva per la visita che il Papa volle dedicarle. Particolare attenzione Egli rivolse alla nostra città, (24 maggio 1987), anche se in modo fugace, legata alle vestigia della progenitrice Siponto. Mirabile fu l’incontro con i fedeli qui convenuti per salutarlo ed ascoltare la sua parola. In quella occasione il Santo Padre ebbe l'amabilità di rivolgere all'intero popolo devoto, un sentito ed affettuoso saluto. A distanza di 18 anni, però, rileggendolo attentamente, abbiamo avuto l'impressione che volesse essere un messaggio molto forte rivolto in particolare a quanti si sono allontanati dalla Fede e dalla parola di Nostro Signore Gesù Cristo, unica ancora di salvezza, per dedicarsi al consumismo più sfrenato. Ancora oggi sentiamo riecheggiare nella Piazza dedicata a Papa Giovanni XXIII la sua voce sicura e suadente, specialmente quando recita la Preghiera dedicata alla Vergine Santissima di Siponto. Perchè il Suo ricordo sia sempre vivo nei nostri cuori desideriamo riproporveli:

stemma papale

Cari Fratelli e Sorelle,
Vi ringrazio sinceramente per l'entusiasmo con cui mi avete accolto in questa vostra bella Città.

Rivolgo il mio riconoscente pensiero anzitutto al Sig. Sindaco ed all'Arcivescovo Monsignor Valentino Vailati per le cortesi parole di benvenuto che mi hanno rivolto. Dopo la visita al Santuario di San Michele , a voi tanto caro, luogo tra i più venerati nella Regione pugliese, non poteva mancare una sosta qui, al centro del meraviglioso golfo che da Manfredonia prende il nome.

Questa vetusta Città vanta un singolare rapporto con la sede di Pietro: non pochi romani Pontefici la visitarono già nel Medioevo; due arcivescovi divennero Papi; e nei nostri tempi Giovanni XXIII, quando era Patriarca di Venezia venne ad incoronare l'immagine della Vergine.

Anch'io sono lieto di trovarmi con voi, anche perchè sono stato invitato da molti direi quasi personalmente: dai marittimi e dai pescatori, mentre dirigenti e maestranze dello stabilimento Enichem - Agricoltura mi hanno inviato un appello, da tutti sottoscritto.

Conosco la vostra fede, per la quale rendo grazie a Dio, e so che essa ha radici profonde. L'antica città di Siponto ricevette il messaggio cristiano già nell'età apostolica, come conferma la vostra storia, legata allo sviluppo ed al traffico dell'importante porto nel sud Adriatico. E fin da allora la pietà dei vostri padri si distinte per la devozione alla Vergine, diffusa zelantemente dal vescovo Lorenzo Majorano. Il fervore di tale devozione è tuttora esaltato dall'antica Basilica di Santa Maria di Siponto, monumento insigne di pietà e di arte.

E' stata la fede cristiana che ha dato alle popolazioni sipontine la forza di risorgere sempre da tante calamità sociali e naturali. Manfredonia di oggi nasce proprio così, da una tenace volontà di vivere. Il luogo stesso, in cui ci troviamo, può esser considerato come una singolare meta delle vicende cristiane di questa terra se ricordiamo che questa Chiesa fu riedificata dopo la distruzione della precedente Cattedrale.

Sulla base di tali testimonianze, dobbiamo considerare l’appello che la stessa fede propone a noi nelle odierne circostanze.

Ci sono delle sfide e tentazioni, che oggi si presentano alla nostra coscienza. Se in passato gli attacchi alla fede cristiana sono venuti dall'esterno, da forze avverse ed estranee alla comunità credente, oggi le insidie provengono dal di dentro, nel rapido mutamento sociale che si verifica nella nostra epoca.

Fatti sconcertanti sembrano segnare la mentalità moderna circa il senso di Dio ed i valori dello spirito. Si ha spesso l’impressione che in concomitanza col progresso scientifico e tecnico e col benessere materiale, cresca purtroppo l'abbandono o la disattenzione verso la trascendenza. Di conseguenza, nel cuore di molti credenti c’è una scissione tra la fede - pur ancora sentita - e la vita quotidiana. L’assillo delle cose temporali pare talvolta assorbire tutta l'attenzione dell'uomo, soffocando la possibilità di prestare ascolto a Dio ed alle esigenze dello spirito. Di qui un certo "materializzarsi" della coscienza ed un senso di turbamento: Basta ricordare l'estendersi di un consumismo disumanizzante e lo sfruttamento disordinato delle risorse della natura, l'introdursi nelle strutture della convivenza di associazioni illegali, foriere di soprusi e di violenze.

La vita cristiana è così insidiata. Bisogna far fronte con coraggio e con saggezza, senza timori ed incertezze, alle grandi sfide dell’ora presente, per ricondurre l'umanità nel cammino del suo vero progresso. Occorre inserire anche le risposte della nostra fede negli interrogativi posti dalla cultura d'oggi, per liberarla da pericolose tentazioni e forme naturalistiche e ristabilire all'interno della società le ineludibili istanze dello spirito. Dev’essere la forza della verità, propria della verità, propria della parola di Cristo, a dare la spinta necessaria!

Ciò avverrà se anche oggi i cristiani affronteranno con coraggio i problemi, attingendo alla loro fede. La testimonianza di vita personale dovrà corrispondere a quello che gli uomini attendono da loro. Superare la scissione tra credenza religiosa e quotidiano operare accogliendo la logica della fede, ecco il nostro comune impegno. Rinvigorite perciò, le certezze della fede, affinchè non venga meno l'incidenza del credo nella vita.

Questo invito io rivolgo in particolare ai giovani, i quali possono operare quella giusta svolta, di cui la società ha bisogno per non impoverirsi sempre più. I giovani devono avere il coraggio di lasciarsi guidare dalla forza di una coscienza retta, fondata sui valori più alti della fede e dell'umanità, inserendosi con chiarezza di vedute, onestà e spirito cristiano nella vita sociale. Parimenti invito i genitori a fare in modo che la famiglia sia il primo luogo dove la mente si apre alla parola di Dio, atteso che i primi passi della vita cristiana sono fondamento per una fede libera e consapevole.

Vi dico queste cose pensando al momento forte che sta vivendo la vostra Chiesa nel Sinodo diocesano in corso. Essa sta elaborando un programma per l'intera Comunità, alla ricerca di un rinnovamento spirituale e pastorale adeguato ai tempi e corrispondente alle esigenza attuali dell'evangelizzazione.

Essere cristiani oggi che cosa comporta? Incarnare concretamente il nostro cristianesimo nell'ambiente umano attuale comporta una serietà, una vigilanza, una generosità, una decisione ancor più risoluta e più lucida che per il passato. Le circostanze odierne esigono che il cristiano sappia rendersi più consapevole di ciò che crede ed abbia una approfondita capacità di difesa e di proposizione delle proprie convinzioni.

Il vostro Sinodo traccerà la via maestra e concreta del vostro impegno ecclesiale e vi inviterà alla conoscenza ed alla meditazione continua della Parola di Dio, vi ricorderà l'importanza fondamentale ed irrinunciabile dei Sacramenti e della Messa; sottolineerà il bisogno della catechesi; vi inviterà ad una adesione lieta e consapevole all'insegnamento della Chiesa Madre e Maestra, affinchè una fede solida e luminosa animi la vostra vita.

La Vergine Santa, che voi venerate con affetto nella vostra Cattedrale, seguendo la tradizione dei padri, vi aiuti e vi conforti in questa grande ed urgente impresa. A Lei si levi con particolare intensità la comune preghiera in questo mese di maggio; a Lei ricorra il vostro animo fiducioso, ogni qual volta la coscienza vi interroga circa quello che occorre fare per vivere secondo la fede e servire il vero bene della comunità. Sia sempre Lei, la Madre di Dio, la premurosa guida delle vostre famiglie, illumini i giovani, affinchè trovino uno specifico inserimento nelle strutture del lavoro e si preparino adeguatamente ad affrontare le future responsabilità.

Invocando la Vergine e chiedendo la sua protezione, imparto la Benedizione Apostolica a tutti voi, alla vostra Arcidiocesi, ai Sacerdoti, ai Religiosi ed alle Religiose, al Seminario, agli Istituti scolastici e di assistenza; poi ancora ai pescatori ed ai marittimi, agli operai, alle persone che soffrono e a tutte le Autorità civili.

Manfredonia, città che hai le radici della tua Fede nell'età apostolica e conservi nel cuore un fervido amore per la Madre di Dio, io ti benedico e ti saluto.

firma autografa del Santo Padre Giovanni Paolo II

Preghiera
a Maria Santissima di Siponto

Madonna di Siponto

O Vergine Santissima di Siponto, con
animo pieno di fiducia e di amore filiale, noi
innalziamo lo sguardo a Te, nonostante la nostra
indegnità e debolezza.

Tu, che all'annunzio dell'Angelo accogliendo
nel tuo seno verginale il Verbo di Dio, sei divenuta
anche la Madre nostra, ascolta benigna la nostra
preghiera.

Ricordati di tutti i tuoi figli, affinchè, uniti nel nome tuo dolcissimo, si sentano sempre più fermi nella fede e fervorosi della carità.

Sii propizia ai nostri fratelli separati
e degnati di unirci Tu, che hai generato Colui, che
morendo ha raccolto i dispersi figli di Dio.

Al Tuo Cuore Immacolato, o Maria
raccomandiamo tutto il genere umano: dona
al mondo intero la pace nella verità, nella
giustizia e nell'amore.

A noi in particolare, che Ti salutiamo
nostra protettrice e singolarissima patrona,
o Vergine di Siponto, volgi il tuo sguardo
di Madre: avvalora le nostre preci presso
Dio, assicuraci la perseveranza finale e
Splendi davanti a noi peregrinanti in questa
Terra d'esilio come segno di speranza,
fino a quando non verrà il giorno del Signore.
Amen.

Fonte: www.manfredonia.net