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I valloni carsici

Vallone di PulsanoIl versante meridionale del promontorio garganico, privato del suo mantello boschivo dalla secolare attività dell'uomo, presenta un complesso di valli carsiche modellate dalle acque piovane nella loro corsa del tavoliere. Le valli dette localmente valloni mostrano così l'affascinante spettacolo di grotte, pareti levigate, colatoi, archi, precipizi di mistica bellezza.

Le pareti calcaree, e i loro anfratti, sono stati colonizzati da specie floreali esclusive, rare e nobili, come la scabbiosa Dallaporta, l'inula candida, l'onosma angustifolium, l'aubretia columnae e il più raffinato endemismo del promontorio: la campanula garganica. Gli aspri dirupi sono abitati da una fauna rara ed intrigante come la monachella, il corvo imperiale, il falco lanario, il capo vaccaio, e poi rapaci notturni come la civetta, il barbagianni, l'assiolo, il gufo reale.

Il Vallone Di Pulsano

Situato a pochi chilometri da Monte Sant'Angelo, il grande vallone (lungo oltre 2 chilometri con pareti alte fino a 300 metri) si affaccia con i suoi dirupi sul golfo di Manfredonia.

Luogo inospitale ed inaccessibile non mancò di esercitare una suggestione mistica fin dai primi tempi del culto cristiano sul Monte dell'Angelo, diventando sede di eremitaggi di cui restano suggestive vestigia.

A picco sulla rupe sorse nel VI secolo (decreto regio di Teodolinda del 590) l'abbazia benedettina di Santa Maria di Pulsano, che nei secoli divenne un complesso maestoso.

La Valle Dell'inferno

Di grande suggestione paesaggistica, questa valletta aspra deriva dal crollo di una grotta e dal successivo modellamento dell'erosione fluviale, meta ancor oggi di pellegrinaggi in ricordo di S. Camillo De Lellis, che avrebbe avuto qui la sua conversione mistica.