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Le masserie

masserieLe masserie, costruite nelle piane, sulle alture a dominare il territorio circostante e nel cuore delle tenute per controllare le distese di ulivi, hanno impresso un segno rilevante al paesaggio del Tavoliere.

Queste particolari forme di insediamento rurale si sviluppano in età svevo-angioina, e rivelano, negli edifici, negli impianti per la lavorazione dei prodotti e per l'allevamento del bestiame, nei casali annessi, tutte le competenze edilizie, la padronanza di tecniche agricole, idrauliche e zootecniche dell'epoca.

Le masserie, abbandonate e poi riconquistate nei secoli, hanno subito cambiamenti e ristrutturazioni in relazione alle nuove necessità, arrivando in parte fino a noi. Oggi alcune sono adibite ad aziende agrituristiche, a ristoranti, o, conservando la loro originaria destinazione, a frantoi.

Vincenzo D’Onofrio

I complessi rurali del territorio gravitante sulla città di Manfredonia, quasi tutti sorti tra la seconda metà del '700 e l'intero arco dell'800, assumono vari aspetti e vari contenuti strutturali, per i diversi livelli sociali degli utenti e per la varietà delle situazioni ambientali (altimetriche, geologiche e climatiche), ma anche per i diversi vincoli giuridici cui i terreni furono per secoli sottoposti (feudalesimo, usi civici, pastorizia transumante).

Troviamo quindi, in pianura, pretenziosi edifici per le vacanze dei nobili proprietari o dei componenti di antiche congregazioni religiose (S.ta Tecla, Cavaniglia, S. Quirico, Verna, Fontanarosa, S. Leonardo), con aggregazione di costruzioni pił modeste per il ricovero dei salariati e del bestiame, ma anche, e sono le pił numerose, le tipiche masserie di campo, realizzate dai fortunati agrari (per lo pił abruzzesi) dopo l'ottenuta censuazione di grosse fette degli aboliti demani.

Forse più interessanti possono apparire all'osservatore le ville rustiche (dette "casini") nelle zone Pedemontana e Montana del territorio (Acquaviva ora Panella, De Nicastro ora De Padova, Santi, Maramarco, Castellana, S.ta Restituita, Valente, Celentano, Delli Peluso, Gambadoro).

Più modesti, ma di una particolare tipologia erano i numerosi "casini" sparsi lungo le spiagge del golfo ("Sciali"), ed i caratteristici aggregati di casette nel villaggi montani.