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San Leonardo in Lama Volara

San Leonardo in Lama VolaraSan Leonardo, con l’annesso convento e con la "domus hospitalis" destinata "ad susceptionem pauperum", costituiva l’ultima sosta dei pellegrini prima della salita alla grotta dell’Arcangelo. L’antico monastero edificato alla fine dell’anno mille dai Cavalieri dell’Ordine del Tempio nel feudo in Lama Volara di Siponto, fu affidato all’inizio del XII secolo (la prima notizia documentaria risale al 1127) all’ordine di Sant’Agostino e nel 1261 venne concesso da Papa Alessandro IV all'Ordine Teutonico di Santa Maria di Prussia, che lo reggerà fino al 1475.

La parte più antica del complesso è rappresentata dalla chiesa a tre navate. Sulla facciata settentrionale della chiesa si apre il portale sormontato dalle immagini di San Giacomo e San Leonardo, da una nicchia e dal baldacchino su colonne e leoni stilofori. Il portale è un esempio di splendido romanico maturo di matrice francese. L’archivolto è ornato da una trama elegante che raffigura, tra i tralci, i simboli dei quattro evangelisti e le metafore del bene e del male; la lunetta ospita il Cristo in Maestà benedicente entro una mandorla sorretta da due angeli. Tra i tralci degli stipiti, sono scolpite figure umane e mostruose, riprese da modelli eburnei e miniati: un cervo, un’aquila, un sagittario, una figura a cavallo di un drago, un fanciullo carico di frutti. La decorazione si chiude con due fasce continue che fungono da capitelli, su cui sono raffigurati San Michele che appare a Balaam sull’asina, San Michele che sconfigge il drago e l’Adorazione dei Magi. Il tessuto narrativo del portale ripercorre le ragioni del viaggio: la processione dei Magi, L’Arcangelo che vince il drago e l’apparizione a Balaam che viene identificato con il pellegrino diretto sul Gargano.

Tra le pietre del tempio che parlano per simboli, vi è il foro gnomonico di un rosoncino a 11 raggi, collocato nella volta della chiesa, che, il 21 giugno, segna l'ingresso del Sole nel Cancro.