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La Cripta della Chiesa di Santa Maria di Siponto

Cripta Chiesa Santa Maria di SipontoLa cripta, nella quale si conservava con altre reliquie dell'antica Siponto un'altra immagine, detta la Sipontina (la "Madonna dagli occhi sbarrati"), e d'epoca molto anteriore alla chiesa superiore, con evidenti segni del periodo precedente: quello bizantino.

Notevole la disposizione delle venti colonne marmoree, disposte in quattro ordini e fornite di capitelli di forme diverse, su cui poggiano gli archi a tutto sesto delle venticinque volte a crociera, che nel loro punto massimo dal pavimento non raggiungono i cinque metri. Quando vi siano sorti i quattro piloni circolari, in pietra, che corrispondono a quelli quadrangolari della chiesa superiore, non può precisarsi.

Ai lati delle pareti pendevano doni votivi.

Un sarcofago vuoto, rinvenuto nel sec. XVIII nella zona degli scavi, è accanto ai gradini della scala d'ingresso; in esso sarebbe stato sepolto il duce delle armi sipontine, Tulliano. V'è anche un'ara pagana, forse quella del tempio di Diana, già ricordata.

MASTROBUONI-DE FEUDIS, "MANFREDONIA (Siponto-S. Leonardo)"

La cripta dedicata alla Vergine Maria, sottostante la chiesa omonima a Siponto, rappresenta una diversa tipologia nei luoghi di culto sotterranei ed ha una storia molto particolare.

Si tratta infatti, seguendo gli studi di Pina Belli D'Elia, e di altri studiosi, di una cripta scavata nel corpo della basilica sovrastante per scopi puramente cultuali che può essere catalogata, secondo la classificazione di Giuseppe Gabrieli, come cripta-chiesa (le altre cripte vengono classificate come cripte-celle anacoretiche, cripte cenobitiche, cripte cappelle, cripte basiliche, cripte-pozzi).

Secondo questa suddivisione ed il Suo Autore, le cripte-chiesa e le cripte-basilica avrebbero segnato il passaggio tra la grotta naturale, il monastero e l'abbazia.

Attualmente la cattedrale si trova praticamente a ridosso del centro abitato di Manfredonia, nel luogo della "Vetere Siponto" e si erge tra le rovine di un parco archeologico di grande rilevanza che costituisce anche il "serbatoio" dei materiali e delle strutture architettoniche della cripta e della cattedrale di Santa Maria.

Verrebbe da pensare che Speer, il raffinato architetto di Hitler, abbia elaborato la sua "teoria delle rovine" proprio in questo luogo. In effetti le rovine presenti nel sito archeologico, oltre che servire da base alla nuova chiesa, pur spogliate dalla mano dell'uomo, mantengono un fascino ed una funzione non riconducibile ad alcun altro luogo simile.

I primi scavi archeologici nel sito infatti non hanno fatto altro che confermare che le due chiese dedicate a S.Maria di Siponto sono sorte a pochi metri dalle rovine del tempio di Diana e che non sono altro che il prodotto di una serie di distruzioni e ricostruzioni che si sono protratte senza sosta sino alla fine del 1700.