Dove Ti trovi: Home Page » Il Castello
La fondazione del Castello di Manfredonia risale al 1256, quando re Manfredi fece consultare i segni degli astri, fermamente persuaso che l'immensità siderale gli possa rivelare la bontà di scelte da assumere per la Città che lui vuole costruire.
Prima che il Castello fosse ultimato, il giovane re morì e la casa di Svevia, fu scacciata dai guelfi Angiò. Carlo I d’Angiò, seppur ridimensionando il progetto originario, completò l’opera di costruzione conservando un'impronta di chiara marca sveva caratterizzata dalla estrema regolarità geometrica e dalla linearità delle strutture. Il castello appariva come un quadrilatero racchiuso da una cinta muraria raccordata da cinque torri a pianta quadrata, di cui quattro poste agli angoli e la quinta ubicata presumibilmente nei pressi della porta principale di Nord-est. costruite le mura di cinta e le torri, cinque delle quali sono arrivate a noi.
Negli ultimi anni del XV secolo, gli Aragonesi, all'interno di un complessivo progetto di fortificazione delle strutture difensive delle più importanti città costiere, dispongono per il Castello di Manfredonia la costruzione di una nuova cortina muraria inglobante la struttura primitiva. Agli angoli di questa nuova cortina muraria vengono posti quattro torrioni cilindrici casamattati, questa volta più bassi di quelli del recinto interno, più idonei alle nuove tecniche di difesa. La costruzione del grosso bastione posto ad Ovest del Castello, denominato dell'"Avanzata" o dell'"Annunziata", segna per l'edificio un'altra tappa nella storia della sua edificazione. Con esso l'immagine del Castello risulta finalmente essere rispondente alla realtà attuale. Il bastione, realizzato attraverso l'inglobamento della precedente torre circolare, doveva servire come elemento di difesa per attacchi nemici provenienti dalla città. Il programma di inglobamento, che avrebbe dovuto interessare anche gli altri torrioni della cinta muraria esterna, non fu portato a termine. Presumibilmente perché il proseguimento dell'opera di trasformazione non avrebbe comunque impedito la capitolazione del Castello di fronte ad un nemico ben armato. Nel 1620, infatti, sotto il fuoco dei tiratori turchi appostati sugli edifici più alti della città, il Castello dovette capitolare a causa anche della esiguità dei pezzi di artiglieria e perché privo di parapetti protettivi sufficientemente alti a garantire l'incolumità dei difensori.