Dove Ti trovi: Cultura » Cappella della Maddalena
La storia della Chiesa di San Domenico e del suo Convento è legata ai primi decenni della fondazione della Città.
Voluta da Carlo d’Angiò, la costruzione del Convento Regio e della Chiesa dedicata a Maria Maddalena, fu iniziata nel 1294, quando il sovrano donò ai frati predicatori un sito sul tratto costiero delle mura e finanziò l’opera con un fiorino d’oro a settimana.
Distrutto durante il sacco dei Turchi e ricostruito nel ‘700, il convento, oggi sede del municipio, conserva nelle sue strutture le vestigia gotiche superstiti, come l'arco ogivale, verso il mare, murato e impostato su ricchi capitelli, il loggiato e il chiostro con il pozzo centrale.
La chiesa di San Domenico, pregevole esempio di sovrapposizioni di epoche e di stili, conserva la facciata romanica e i resti dell'antica struttura gotica, come il grande arco sul mare. Sulla facciata, si ammirano il portale ogivale adagiato su due leoni e la cornice di un rosone, all’interno si notano, nicchie gotiche e affreschi della fine del 1300.
L’abside della chiesa, divisa dal presbiterio da un muro all’altezza dell’arco trionfale, colmata di detriti e interrata, fu utilizzata come torre di avvistamento e successivamente come pertinenza del carcere. Solo nel 1895 l’ambiente tornò alla luce rivelando la sua originaria natura e gli affreschi celati sotto i detriti.
Grazie al recente restauro, oggi, all’interno dell’abside che si è voluto chiamare Cappella della Maddalena, si possono ammirare gli antichi affreschi di San Nicola, di San Domenico, dell'albero di Jesse raffigurante la Stirpe di David e l'affresco della Maddalena con la deposizione di Cristo nell'edicola.