Dove Ti trovi: Cultura » Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto
Piccolo "gioiello" del romanico-pugliese, con influenze moresche evidenti negli archi lunati e nei motivi ornamentali geometrici, la Chiesa di Santa Maria Maggiore si caratterizza per la sobrietà e signorilità degli elementi architettonici, e la originale concezione che la differenzia notevolmente dalle altre chiese coeve di Puglia.
Spicca solenne all'ingresso il portale, che si apre fra due leoni, dal cui dorso sorgono le due colonne, che reggono le mensolette per l'archivolto accennato nel centro. Ai lati di esso si sviluppa una serie di archi ciechi, che un tempo giravano intorno all'intero tempio con effetto grandioso. Al centro di essi i rombi ornamentali ricordano la stretta parentela tra il romanico pugliese e quello pisano.
L'interno, in cui la luce viene quasi tutta dalla lanterna della cupoletta, è un quadrato con quattro piloni nel centro. Per tre lati gli archi parietali rispondono sulle arcate esteriori: solo dal lato orientale la parete, perfettamente liscia, fa pensare alle riparazioni, compiute prima della consacrazione della Chiesa, che fece il Cardinale Arcivescovo Orsini nel 1675, di cui risultano le croci nei lati e la lapide con l'epigrafe a destra dell'ingresso. Una tela istoriata del napoletano Giuseppe Castellano del 1719 ricorda i quattro Santi Sipontini: Giustino vescovo, Felice, Florenzio e Giusto, detti i Martiti di Furconio, in Abruzzo.
MASTROBUONI-DE FEUDIS, "MANFREDONIA (Siponto-S. Leonardo)".
Quaderni Turistici a cura dell'E.P.T. di Foggia, 1964