
Il 19 e 20 aprile scorsi, per la prima volta Manfredonia è stata teatro di uno spettacolare avvenimento che, a giusta ragione, possiamo definirlo unico in Italia. Ha ospitato, infatti, il "I Torneo Nazionale di Combattimento Medievale Interstile". Ad organizzarlo, in collaborazione con l’Associazione Amici del Medioevo e l’Associazione Pro Loco, la "Riccardo Armature Medievali", snc, ritenuta azienda leader nella realizzazione a livello artigianale di armature medievali operante da moltissimi anni nella nostra città. Una manifestazione che ha visto fondersi la rievocazione storica dei combattimenti medievali con l’uso di armature ed armi, riproduzioni fedelissime dell’epoca, realizzati con materiali resistenti (lamiere di acciaio e particolari fibre plastiche) e lo sport, visto che i protagonisti sono stati atleti che praticano le varie discipline di arti marziali.
Scopo precipuo del torneo storico di combattimento medievale – ha sottolineato Matteo Riccardi, fondatore dell’azienda e presidente dell’Associazione Amici del Medioevo, sodalizio regolarmente affiliato all’A. S. I. (Alleanza Sportiva Italiana) aderente al CONI - è stato quello di mettere in evidenza due punti fondamentali. Il primo, l’utilizzo di armatura ed elmo omologati che assicurano la massima protezione della persona, il secondo, di disporre di armi omologate e calibrate in base agli standard originali, non contundenti e prive di taglio, che sostituiscono a tutti gli effetti una vera arma. E’ stato così possibile effettuare combattimenti rispondenti alla realtà e per la prima volta, puntate su tutto il corpo, elementi dai quali è emersa la bravura dell’atleta nell’uso delle armi. Al fine di facilitare l’assegnazione del punteggio, di rigore è stato richiesto l’intervento con tecniche pulite, che hanno permesso agli atleti di confrontarsi in vari tipi di scherma, sia occidentali che orientali, senza nulla togliere alla disciplina storica, con l’aggiunta, però, di qualche nuovo elemento, al fine di rendere pił vivace ed interessante la competizione. Solo così possono forgiarsi i veri campioni, producendosi nelle varie discipline schermistiche quali: spadone a due mani, scudo e spada, spada e daga, lancia, daga. Questo torneo storico – ha aggiunto Matteo, con molta enfasi – si auspica che possa essere il primo di una lunga serie. Manfredonia, una delle poche città regie che conserva un considerevole patrimonio storico legato al Medioevo, potrebbe essere l’unica in tutta Italia a tramandare ai posteri avvenimenti che potrebbero renderla ancor pił appetibile da un punto di vista turistico. Tutto questo, però comporta un notevole dispendio di energie, in particolare finanziarie. La speranza è che gli Enti pubblici responsabili del territorio rivolgano a questa iniziativa una particolare attenzione. Abbiamo fin qui parlato del Torneo, ma non conosciamo ancora come è nata l’idea di costruire armi medievali. Per saperlo, qualche giorno prima del torneo ci siamo recati nel laboratorio – officina di Matteo, intento a costruire armature medievali. Osservandole da vicino, ci è tornato alla mente un meraviglioso dipinto ad olio (110 x 70) che troneggiava all’interno del Seminario Arcivescovile, raffigurante re Manfredi che sfoggia una scintillante armatura mentre indica il luogo dove voleva che sorgesse la nuova città, Manfredonia. (tela non pił al suo posto da parecchi anni. Siamo curiosi di conosce il luogo dove oggi è custodia ndr). Gli abbiamo chiesto chi lo avesse spinto a dedicarsi a questa attività, invero molto difficile e poco remunerativa. Mio padre Michele - ci risponde orgogliosamente Matteo -. Nel primo dopoguerra, sovente sostava a Manfredonia il teatrino delle marionette che egli incomincia a frequentare assiduamente. Si appassiona tanto alle storie ed ai personaggi di Orlando e Rinaldo al punto da iniziare a costruire quei pupi, rivolgendo un’attenzione particolare alle armature. Nel 1960, perduto il lavoro di muratore è costretto ad emigrare in Francia, senza, peraltro, aver abbandonato la passione per le marionette. Durante il tempo libero, infatti, continua a coltivare il suo hobby affinandone la tecnica. Dopo dieci anni - continua Matteo – per motivi familiari, egli torna a casa e non sapendo cosa fare, pensa bene di trasformare quella sua passione in lavoro, passando così alla realizzazione di armature a grandezza naturale, utilizzando lastre di ferro, piombo e martello. Ancora in tenera età –prosegue Matteo – affascinato dalla bellezza di quelle armature, dopo la scuola lo aiutavo, prima in piccole cose, poi, cresciuto un pò, ho incominciato a cimentarmi da solo. Terminata la scuola dell’obbligo, ho iniziato a lavorare quale muratore. Nel 1983, dopo essere stato licenziato, mi sono dedicato completamente alla costruzione delle armature, affrontando difficoltà notevoli, recandomi in giro per l’Italia, nella speranza di poterle piazzare. Nel 1986 muore mio padre e con i miei fratelli assumo la responsabilità dell’azienda. Tanti sono stati i lavori realizzati e distribuiti in tutta Italia. Notevoli forniture sono state fatte in particolare a Gubbio, dove un’azienda del luogo ha distribuito anche all’estero le mie armature. Oggi sono i miei figli Michele e Anna Maria i titolari dell’azienda. È questa la terza generazione a continuare un lavoro affascinante che purtroppo non decolla, grazie ai prodotti scadenti provenienti dai Paesi orientali, in particolare dalla Cina, realizzati con materiale stampato. "Con la prima edizione del torneo di combattimento medievale - conclude Matteo, - ho voluto offrire alla città che mi ha dato i natali ed in ricordo del nostro fondatore re Manfredi, una manifestazione che, sono convinto, sarà ascritta negli annali della nostra storia, perchè le nuove generazioni non dimentichino il nostro glorioso passato. A testimoniarlo sono stati i tanti spettatori che hanno assistito alla manifestazione che ha avuto luogo sulla spiaggia, al cospetto del castello turrito, voluto da re Manfredi.".
Matteo di Sabato
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