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Il Centro di Promozione e Produzione Teatrale Bottega degli Apocrifi, per il secondo anno consecutivo realizza il progetto di Residenza Cantiere Musica e Teatro a Pulsano 2006 nella forma della
La sfida lanciata consiste nel coniugare la valorizzazione di un Bene Culturale, come l’Abbazia di Pulsano con la dinamica creativa, e nel fare del patrimonio culturale un occasione/luogo di incontro artistico.
Il laboratorio, nella dimensione di una residenza è un vero e proprio cantiere in costruzione: un luogo passibile di inaspettate vie di ricerca e di nuove possibili risorse.
Il laboratorio/cantiere è un cercare assieme, è il tentativo di trovare i sensi possibili di un disordine che a volte spaventa.
L’obiettivo è continuare a nutrire quel Cantiere di Ricerca Teatrale e Musicale nato nel maggio 2004, dove si costruisce, si smantella, si cerca un’idea di produzione teatrale e si tessono relazioni per una contaminazione che permetta di continuare a cercare.
È una questione di tempo che guida l’esperienza di laboratorio nell’Abbazia di Pulsano, ma non un inno allo sciopero dalla quotidianità; semplicemente la possibilità di disporre del tempo di cui si ha naturalmente bisogno per ricordare, raccontare e vivere delle storie.
Ciò che si tenta di fare è stendere un filo rosso con le attività annuali del Centro Teatrale, che anche nel periodo estivo non abbandona il proprio percorso progettuale, e lo rilancia ridefininendolo lentamente, dall’interno, attraverso processi mirati e strutturali, con gli strumenti che abbiamo a disposizione: quelli rivoluzionari del teatro, dove la rivoluzione sta nella capacità di stravolgere e rimettere in discussione, dove la rivoluzione sta nella capacità di tenere in vita un equilibrio che per durare deve mutare ogni istante, dove la rivoluzione sta nella voglia di affrontare e attraversare i conflitti che ci si presentano davanti.
I laboratori attivati saranno:
- LABORATORIO DI TEATRO NARRAZIONE - I luoghi sospesi
Quali sono le coordinate di una storia? Come facciamo a trovarle? Come ci muoviamo al suo interno? La dimensione del laboratorio ci permette di cercare assieme le risposte partendo dall’essenziale: i corpi, i respiri, i suoni, le voci dei partecipanti, la voglia di mettersi in gioco.
E dopo che questi diventano il corpo, il respiro, il suono, la voce, della storia, dopo che le coordinate sono state trovate, quanta fatica ci vuole a sradicarle e a cominciare da capo, verso un equilibrio diverso?
Il laboratorio è un luogo dove si mettono in campo le domande senza la fretta e la pretesa di trovare le risposte; è il luogo per sperimentare quanto tempo si riesce a tenere in equilibrio una storia in uno spazio sospeso.
- PAROLE PER LA MEMORIA - laboratorio di scrittura teatrale
Ci sono due tipi di memoria, diceva Proust.
La memoria dell’intelletto ci permette di guardare alla nostra vita tracciando una linea, seguendo una direzione: è la possibilità di ricordare ogni episodio e dargli un posto preciso, ordinato, grazie all’intelletto che si è occupato di masticare, metabolizzare, digerire e trovare un senso coerente ai singoli ricordi, in modo da non farli stonare tra loro.
La memoria pura ci porta fuori dalla linea tracciata e spalanca all’improvviso porte alle quali la nostra ragione magari ha bussato forte, ma non si sono mai aperte. Non è ricordo di episodi, è vita a tutti gli effetti: ci coglie impreparati intenti a seguire la direzione prestabilita e ci precipita addosso le stesse sensazioni, gli odori, i suoni, i sapori della prima volta che abbiamo vissuto l’episodio.
La memoria pura cambia le direzioni, intreccia i ricordi e fa di ognuno di noi un essere con una storia che vale la pena di essere raccontata, e proprio per questo spesso ci lascia senza parole.
Cercare quelle giuste e restituirgliele è il primo obiettivo di questo laboratorio.
Il secondo è compiere il salto tra scrivere per sé e scrivere per il teatro, cioè per degli attori e per un regista che si devono muovere in mezzo alle nostre parole come se fossero le loro, ancora prima che per un pubblico. Il lavoro di un drammaturgo si gioca tutto su questo equilibrio: raccontare una storia con la precisione che solo le storie personali possono avere, e fare allo stesso tempo in modo che esse siano la storia di chi le legge o le vede rappresentate.
- MUSICA SULLA SCENA - laboratorio di ricerca musicale
Attraverso i propri strumenti musicali, i partecipanti al laboratorio cercano suoni, ritmi, tempi, melodie, accordi, passi, parole, gesti per creare un terreno in cui potersi liberamente esprimere, un terreno in cui basterebbe anche un solo accordo o un singolo suono, per raccontarsi.
Sperimentare le risorse dello strumento e della voce in relazione al corpo e alla parola e cambiare il modo di suonare, semplicemente cambiando il modo di respirare.
Un lavoro di gruppo in cui ci si può trasmettere un modo di conoscere e di sapere non sempre uguale a sé stesso, scolasticamente statico o manualistico, ma dinamicamente alimentato dalle potenzialità creative e alle esperienze artistiche di ognuno, che porti all’utilizzo delle tecniche di improvvisazione musicale, di costruzione corale e musica d’insieme. Una rielaborazione di dati, suono-ritmo/parola-gesto, per poi ritrovarsi a comporre musiche che hanno il vissuto di chi le suona, ma che fa vivere l’esperienza di un luogo, di un tempo, di una storia a chi le ascolta.
Dal 12 al 16 luglio 2006, tutti i partecipanti saranno ospiti all’interno della foresteria dell’antica ABBAZIA DI PULSANO; i laboratori avranno una durata giornaliera di quattro ore per il laboratorio scelto, e di un’ora di lavoro collettivo.
info e iscrizioni: 0884513745 - 3284846339
www.bottegadegliapocrifi.it
e-mail: info@bottegadegliapocrifi.it