Chiesa di S. Pio in San Giovanni Rotondo.
CERIMONIA DELL’AMMAINA BANDIERA

La nuova Chiesa di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo

Alle ore 17.00 del 14 giugno scorso, con una semplice cerimonia che ha visto la partecipazione dei lavoratori e di una rappresentanza delle ditte che hanno preso parte alla realizzazione della chiesa dedicata a S. Pio da Pietralcina, si è svolta sul sagrato della nuova chiesa la cerimonia dell’ “ammaina bandiera” del cantiere che di fatto sancisce il completamento dell’opera, finalmente raggiunto il traguardo della fine dei lavori.

L’opera, che possiamo definire tra le più grandiose che apre il terzo millennio, su progetto e direzione artistica dell’altrettanto grandioso studio di architettura Renzo Piano Building Workshop Srl, fortemente voluta dai Frati Minori Cappuccini in onore e devozione del loro predecessore, Padre Pio da Pietralcina, recentemente salito agli onori degli altari, è stata realizzata dall’impresa di costruzioni Pasquale Ciuffreda capofila della “Fabbrica della Chiesa”.

La presentazione da parte dell’imprenditore dauno lasciava trasparire una certa emozione, i commiati di solito lo sono, né più né meno come una sorta di addio, addio ad un cantiere che è stato frequentato e praticato da vari imprenditori, tecnici, artisti, operai che Ciuffreda ha voluto ricordare e ringraziare. Ha ricordato le difficoltà e perfino i momenti in cui era stato tentato a mollare tutto, di quando dal profondo del suo animo emergeva un pensiero: il riscatto dell’uomo, del coriaceo imprenditore meridionale, con la pelle dello stesso colore della terra pugliese, doveva dimostrare a Renzo Piano che da oggi potrà aggiungere un’altra Impresa all’elenco delle 4 o 5 al mondo che avrebbero potuto realizzare quest’opera. Inoltre, e non ultima, l’importanza e la presenza di padre Gerardo Saldutto che con il suo sostegno soprattutto spirituale è stato molto più del deus ex machina durante le fasi di realizzazione dell’opera.

Il direttore tecnico di cantiere ing. A. Paranzino, coadiuvato dall’ing. Apollo per l’Impresa, e l’arch. G. Grandi dello Studio Piano si sono soffermati su alcuni aspetti particolari della Fabbrica con alcuni dati significativi: in circa 10 anni sono stati gettati 27.000 mc. di cemento armato, solo per l’aula liturgica e la cripta sono stati impiegati 1.320 blocchi di pietra di Apricena delle cave Dell’Erba, ci è dato sapere visitate personalmente dall’arch. Piano durante i preliminari, migliaia di mq. di pavimentazioni, cornici e lastre pietra lavorate dalla Marmotek srl di Foggia, centinaia di km. di cavi elettrici e condutture per impianti tecnologici e climatizzazione realizzati dalla Palumbo di Foggia, ancora, oltre 500 mq. la vetrata racchiusa dall’arco in pietra più grande del mondo di 50 mt. circa di luce per 16 di altezza.

Anche il verde ha la sua importanza con la piantumazione di 8.000 alberi, tra cui 2.000 cipressi, 23.000 cespugli, 50.000 piantine di edera (simbolo di fedeltà) in numero pari a quanti saranno i fedeli previsti per il 1 luglio giorno della dedicazione.

Non è stato tralasciato di citare la presenza di opere di grandi artisti come gli scultori G.Vangi, A. Pomodoro e il lucano M.Paladino, il “ritorno” degli angioini in terra di Capitanata dovuto alla realizzazione degli arazzi di Angers, su cui scriveremo in seguito e il grande organo opera degli artigiani umbri con 6.000 canne la cui altezza raggiunge i 15 metri.

Infine, Padre Gerardo, nel prendere la parola, ha rivolto un breve saluto ai presenti e ringraziando a nome dei frati minori cappuccini quanti hanno profuso il loro impegno in questa grande opera, sulle note di una tromba l’operaio più giovane procedeva all’ammaina bandiera concludendo l’originale cerimonia.


Arch. Francesco Sammarco