ARCHEOLOGIA

Il Convento e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Prof. Michele Guglielmi

Chiostro del Convento di Santa Maria delle Grazie

L'opera dei Francescani, iniziata con la fondazione dei conventi di San Francesco in Siponto e in Manfredonia rispettivamente nel Duecento e nel Trecento dai Frati Conventuali, continuò nel Seicento con la ricostruzione al cimitero del convento di Santa Maria della Vittoria (gip edificato nel 1571) dai Cappuccini e del secondo convento di Santa Maria delle Grazie nel 1648 dai Frati Minori osservanti sulla via Tribuna.

Il primo convento di Santa Maria delle Grazie, fondato nel 1509 nella contrada "La Pace", fu incendiato e saccheggiato dai Turchi (1620) e completamente raso al suolo dal terremoto del 31 maggio del 1646.

Il secondo nacque dalla trasformazione di una palazzina offerta ai frati dal commerciante Giulio D'Alessandro sotto l'Arc. Antonio Marullo (patrizio palermitano e Marchese di Condagosta in Sicilia) che trasferì entro le mura per il loro zelo i Frati Minori Osservanti.

Nel 1883, P. Agostino Mattielli (visitatore proveniente dall'Umbria) constatava che la palazzina-convento aveva due corridoi con una quindicina di stanze senza chiostro.

Chiostro del Convento di Santa Maria delle Grazie e scultura in bronzo di San Pio da Pietralcina

La costruzione del convento e della chiesa terminò nel 1710. Successivamente il convento venne ampliato di un'altra ala, di un grande refettorio e del chiostro ad opera di P. Felice Cessa (1726) e P. Leopoldo Scarnecchia (1756), entrambi sipontini e Ministri Provinciali dell'Ordine.

Corridoio d'ingresso al Convento

All'inizio dell'Ottocento i Frati osservanti furono sfrattati una prima volta a seguito della soppressione napoleonica degli Ordini religiosi.

Nel 1836, sotto il M.P. Padre Arturo Fania da Rignano, venne costruita una parte della facciata e creata un'ampia scalinata. Lo stesso Fania fece del convento un centro qualificato di cultura, elevandolo a "Studio Generale" di filosofia e teologia.

Nel 1866, i Frati Osservanti furono nuovamente sfrattati nel governo sabaudo.

Anche la chiesa è frutto di un processo evolutivo. La facciata con il suo portale semplice si presenta tripartita da quattro lesene terminanti con quattro capitelli appena accennati e sormontati da un imponente architrave. L'interno è costituito di un'unica grande navata con tre coppie di altari di stile barocco, fronteggianti in ampie arcate. Lungo la parete destra: l'altare dedicato a San Pasquale con la statua lignea del santo, eretto da Nicola Celentano nel 1709; al centro l'altare dedicato all'Immacolata Concezione con la statua in legno della Madonna e infine l'altare di Sant'Antonio, eretto dalla famiglia De Florio. Lungo la parete sinistra: la statua in legno della Madonna dell'Incoronata, ora dell'Addolorata, con l'altare eretto dalla famiglia Garigliano; al centro l'altare della Madonna del Carmine, eretto nel 1707 dalla famiglia Terracina con la statua in pietra di San Leonardo, traslata dal complesso monumentale di San Leonardo di Siponto insieme alla statua di Santa Marina e alle reliquie del corpo di San Celestino Martire; il terzo altare, eretto dalla famiglia Tontulo, contiene la statua lignea di San Francesco.

La parete dell'ingresso è adornata di una grande tela che raffigura la strage degli Innocenti.

In alto lungo le pareti longitudinali si possono ammirare otto grandi tele che illustrano i miracoli francescani.

Maestoso e dominante è il soffitto ligneo della chiesa con cinque grandi quadri di buon pennello, offerti dal Sindaco della città Michele De Apollo nel 1717, di cui uno di forma circolare al centro che rappresenta San Francesco e gli altri quattro agli angoli.

con le alluvioni del 1970 il tetto della chiesa subì gravi danni, che richiesero rimedi radicali. Il 30 settembre del 1979, quando il tetto era ormai riparato, crollava parzialmente la parete destra interna, realizzata presumibilmente in epoca successiva.

Chiostro del Convento con scultura in bronzo di San Pio da Pietralcina

Si dovette arrivare al 1982 per il finanziamento dei nuovi restauri. Finalmente nel 1985 la chiesa di Santa Maria delle Grazie tornò a risplendere e nel 1986 lo scultore sipontino Troiano realizzò in bronzo le porte della chiesa, raffiguranti su otto pannelli scene di vita francescana.

Sono inoltre da ricordare due grandi tele, poste lateralmente e frontalmente l'una dall'altra nell'area del presbiterio (Le nozze di Cana a sinistra e Santa Maria degli Angeli tra i Santi francescani a destra), opera di una pittrice bresciana.

In fondo, sempre nel presbiterio, domina un Crocifisso moderno, di stile greco-orientale accantonato da due ceramiche in basso rilievo a firma di Padre Nazzareno dei Frati Minori di Brescia.

Le suddette ceramiche sono del 1993 e simboleggiano Emmaus e San Francesco.

Sotto l'altare principale sono custodite le reliquie di San Celestino, mentre interessanti lapidi di famiglie patrizie sipontine rimangono in attesa di ricollocazione.